Audizione CISAL – Commissione Lavoro Senato

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5 febbraio 2019 - Audizione relativa al Disegno di legge n. 1018 di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4 in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

Nel ringraziare per la convocazione odierna, la CISAL coglie l’occasione per esprimere le proprie considerazioni sul provvedimento in esame; le stesse, in parte, sono state già esternate in occasione di un incontro con il Presidente del Consiglio Conte, relativo alla Legge di bilancio 2019.

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La CISAL ritiene che l’introduzione del Reddito di Cittadinanza non possa essere disgiunta dal complementare intervento sul sistema previdenziale teso ad agevolare il raggiungimento dell’età pensionabile, attraverso la introduzione della cd “quota 100”; è ragionevole supporre, infatti, che in questo modo si possa avviare un ciclo economico positivo, all’interno del quale si creino le condizione per una ripresa dell’occupazione, specialmente giovanile, e un fattivo contributo al rilancio economico-sociale del Paese.

Pertanto, pur evidenziando la necessità dell’apertura di un dibattito finalizzato ad un profondo riesame dell’attuale sistema previdenziale, certamente squilibrato e non conforme ai principi costituzionali, anche per gli effetti prodotti dal sistema di calcolo contributivo, esprime il proprio parere positivo su tali provvedimenti.

Su alcuni specifici punti contenuti nel provvedimento, tuttavia, la CISAL:

- pur comprendendo la ratio alla base dell’articolo 16, conferma le riserve espresse riguardo il sistema di calcolo contributivo;

- per quanto concerne l’articolo 23, concernente il TFS per i dipendenti pubblici, pur sottolineando la negatività del trattamento riservato agli stessi nel corso degli anni più recenti, con i ripetuti blocchi dei rinnovi contrattuali, il rinvio e il frazionamento del pagamento del TFS, i blocchi delle assunzioni con tutte le conseguenze immaginabili, in attesa che si proceda al ripristino della “normalità”, prende atto dei contenuti degli articoli 23 e 24;

- riguardo all’articolo 25, relativo all’ordinamento degli enti previdenziali pubblici, pur avendo più volte auspicato che i CdA degli enti vedessero anche la presenza delle parti sociali, ritiene comunque positivo il provvedimento di ripristino dei Consigli di Amministrazione.

 

 


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