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Da qualche settimana l’aumento tendenziale del PIL registrato dall’ISTAT per il secondo semestre del 2017 induce nell’opinione pubblica un cauto ottimismo. Alla crescita del prodotto interno lordo, tuttavia, non corrisponde una significativa crescita dell’occupazione che, seppure in aumento quanto a numero di occupati, riguarda gli over 50, peraltro con contratti prevalentemente a tempo determinato. Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL, esprime la posizione dello storico sindacato autonomo in merito a questa anomalia dai contorni inquietanti.

La precarietà del lavoro e la rigidità dell’accesso al credito raffreddano gli entusiasmi per un PIL in crescita. Necessari nella prossima Legge di Stabilità investimenti mirati che rendano più competitivi uomini e aziende.

In data 29 agosto 2017, la presidenza del Consiglio dei Ministri, in vista del rinnovo dei componenti del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro per il quinquennio 2017-2022, ha designato la CISAL, nella persona dello scrivente Francesco Cavallaro, tra i membri del CNEL. 

La CISAL risulta così inserita nel novero delle Confederazioni rappresentative e aventi diritto di avanzare le proprie proposte attraverso il CNEL. Scelta frutto di un attento processo di valutazione del grado di rappresentatività di tutte le organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria che hanno fatto pervenire le proprie designazioni per la ricostituzione dell’organo consultivo di rilievo costituzionale.

Si è svolta oggi la prevista riunione tra l’Aran e le Confederazioni sindacali rappresentative nel Pubblico Impiego.

Punto centrale della discussione è stato un primo esame di tematiche che costituiscono problematicità trasversali a tutti i comparti della Pubblica Amministrazione. Tra queste, una di particolare rilievo è l’esplodere della contraddizione degli effetti del cosiddetto “bonus” di 80 euro e gli incrementi derivanti dal prossimo - speriamo - rinnovo contrattuale. Infatti per alcune fasce di retribuzione gli effetti del rinnovo contrattuale potrebbero essere assorbiti dalla corrispondente perdita di quote del bonus, con conseguente “stasi” delle retribuzioni di fatto dei dipendenti interessati.

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