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Legge di Stabilità 2015: sfide aperte e occasioni mancate

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Roma, 11 marzo 2015 - Fisco, lavoro, previdenza e pubblico impiego sono i temi al centro del convegno “Una nuova politica economica per il benessere del Paese. Legge di Stabilità 2015: sfide aperte e occasioni mancate”, organizzato per oggi dalla CISAL - Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori presso il Centro Congressi Roma Eventi - Fontana di Trevi.

Al dibattito, che costituisce un invito al dialogo rivolto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi sulla base delle proposte della CISAL in materia di politica economica, prendono parte, oltre a Francesco Cavallaro, Segretario Generale CISAL, Pier Paolo Baretta, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Gaetano Quagliariello, Senatore e Coordinatore nazionale NCD, Raffaele Fitto, Europarlamentare di Forza Italia, e Francesco Testa, Professore ordinario di organizzazione aziendale presso l’Università telematica Pegaso. Modera il giornalista di La7 Fabio Angelicchio.
 
Un incontro necessario, come sostiene Francesco Cavallaro: “Mentre nel resto del mondo si discute di social impact bonds e di social value act, in Italia le uniche risposte alla perdita di efficienza della macchina pubblica continuano a essere il blocco di stipendi e contratti per i dipendenti del pubblico impiego o la tassazione dei fondi pensione. Non possiamo più permetterci di perdere tempo con misure inefficaci,  trascurando le necessarie riforme strutturali. La Legge di Stabilità, finanziata ‘in deficit’ e incapace di fornire soluzioni concrete, ne è un esempio”. “Il Governo - continua il segretario - sembra convinto che aumentando le tasse su Tfr e fondi pensione o erogando in maniera disfunzionale 80 euro in busta paga si finisca per stimolare i consumi. Ma il problema primario della nostra economia sono la domanda interna e la ripartenza della produzione, che insieme farebbero decollare il PIL. Le nostre proposte, come emergerà chiaramente dall’incontro dell’11 marzo, si basano sulla convinzione che una nuova fase di accelerazione non possa essere raggiunta se non puntando contestualmente su riforma fiscale, riduzione del costo del lavoro e rilancio dell’economia”.


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