Roma, 25 febbraio 2019 – “All’Italia serve con urgenza una vera riforma previdenziale. La CISAL, pur apprezzando la Quota 100 come misura utile ad arginare alcune falle del sistema, auspica che il Governo affronti con urgenza l’ambito pensionistico nel suo complesso. Tutti i problemi oggi riconducibili a specifiche categorie di lavoratori - dalle donne, a chi ha svolto mansioni usuranti o si è precocemente inserito nel mondo del lavoro, dai disabili agli esodati - derivano infatti da un quadro normativo profondamente inadeguato, figlio, nei propri aspetti deteriori, delle riforme Dini e Fornero. La prima, foriera del calcolo contributivo, la seconda, dell’allungamento dell’età pensionabile in base al discutibile criterio dell’aspettativa di vita". 

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Audizione CISAL – Commissione Lavoro Senato

Martedì, 05 Febbraio 2019 01:00

5 febbraio 2019 - Audizione relativa al Disegno di legge n. 1018 di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n.4 in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni

Nel ringraziare per la convocazione odierna, la CISAL coglie l’occasione per esprimere le proprie considerazioni sul provvedimento in esame; le stesse, in parte, sono state già esternate in occasione di un incontro con il Presidente del Consiglio Conte, relativo alla Legge di bilancio 2019.

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(Italia Oggi, 24 aprile 2018)

Lavoratori costretti a ricorrere a prestiti, da scontare sulle proprie future misere pensioni con tanto di interessi, mentre pagano profumatamente contributi sociali (il 33 per cento della retribuzione che rappresenta il “sudato” salario previdenziale, oltre all’Irpef), che sarebbero invece più che sufficienti per andare in pensione a un’età decente, come prevedeva la legge Prodi dal 2013: a 63 anni di età e 35 di contributi, secondo la cosiddetta Quota 98. 

 

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(Italia Oggi, 28 novembre 2017)

“Le profonde contraddizioni interne ed esterne del nostro sistema pensionistico sono alla base dell’iniquità del trattamento previdenziale tracciato dal Governo e oggi al vaglio della Commissione Bilancio del Senato e rendono mero esercizio di stile ogni proposta che, muovendo dagli stessi incondivisibili presupposti, si propone di rimediare almeno parzialmente all’errore.

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Inaccettabili calcolo contributivo e speranza di vita. I contributi dei lavoratori sufficienti per pagare le pensioni, il vero “buco” è la spesa sociale

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Necessario cambio di rotta, la CISAL non si accontenta di eccezioni a norme non eque

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Roma, 13 ottobre 2017 - Spiegare il funzionamento del sistema pensionistico, denunciare le ragioni della crisi dell’INPS e proporre soluzioni correttive sono gli obiettivi di www.fakeinps.it, il nuovo blog creato dal Prof. Lucio Casalino, Consigliere nazionale della Confederazione, ex dirigente INPS e professore a contratto presso l’Università Federico II di Napoli. 

 

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L’APE è inaccettabile, mortifica il valore dei contributi e viola la Costituzione. Unica soluzione al problema Pensioni, una riforma organica e condivisa che cancelli gli errori della Fornero.

 

Roma, 14 settembre 2016 – “Le condizioni proposte dal Governo per accedere alla pensione anticipata sono a dir poco inaccettabili. Disquisire sull’entità della penalizzazione o sull’ampiezza del bacino di applicabilità dell’APE è un esercizio sterile e fuorviante, se si considera che il problema sta a monte ed è costituito dalla iniquità insita nella soluzione suggerita. 

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L’incidenza sul PIL della spesa previdenziale effettiva, se correttamente riportata, risulta inferiore rispetto a quanto finora calcolato. Dalla riforma Dini alle attuali proposte in tema di pensione anticipata, le soluzioni in materia indicate finora sono viziate da valutazioni scorrette.

Roma, 31 marzo 2016 – “Penalizzare le pensioni anticipate (Damiano, Boeri e le stesse CGIL, CISL e UIL) rappresenterebbe una vera contraddizione in termini, che di fatto confermerebbe gli effetti perversi della legge Fornero, che solo a parole si afferma di voler superare. Basti pensare alla maggior parte dei lavoratori, cui si applica il sistema misto retributivo/contributivo: al danno già derivante dal calcolo contributivo, si aggiungerebbe la beffa della paventata penalizzazione fino all’8/9%”.

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