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Gli autoferrotranvieri CISAL auspicano applicazione graduale del meccanismo, anche a garanzia di posti di lavoro e retribuzione

Roma, 28 giugno 2018 – “L’adozione dei costi standard nel Trasporto Pubblico Locale è strategicamente condivisibile in funzione di una mobilità più efficiente e sostenibile, ma vigileremo affinché non diventi un alibi con cui le aziende, indipendentemente dai bandi di gara, abbassano il costo del lavoro”. E’ quanto dichiara Mauro Mongelli, Segretario nazionale vicario FAISA CISAL, in merito alla transizione dai costi storici a quelli standard discussa ieri in seno all’assemblea nazionale dell’ANAV, l’Associazione autotrasporto viaggiatori.

“Nell'applicazione del processo virtuoso per il corretto utilizzo delle risorse disponibili - spiega Mongelli - auspichiamo venga osservata una gradualità applicativa che eviti scenari i cui effetti ricadano unicamente sul mondo del lavoro”.

"Ferma restando - la necessità di avviare un confronto politico con tutte le parti interessate per monitorare gli effetti applicativi dei costi standard, la cui determinazione è affidata alle stazioni appaltanti, vogliamo evitare che le aziende facciano leva strumentalmente su di essi per operare tagli ingiustificati al costo del lavoro”.

 

 

 

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L’Europa dei Trasporti, tentata da nuove liberalizzazioni, limita diritti e sicurezza

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Roma, 24 maggio 2018 – “La FAISA CISAL esprime profondo cordoglio alle vittime del disastro ferroviario che si è verificato ieri sera sulla linea Chivasso-Aosta. La Federazione autonoma degli autoferrotranvieri manifesta la propria vicinanza ai feriti e alle loro famiglie, ai soccorritori e ai lavoratori in un momento così difficile.

Davanti all’ennesimo incidente che comporta la perdita di vite umane e numerosi feriti, bisogna evitare giudizi frettolosi sull’attribuzione delle responsabilità, il cui accertamento è demandato alle autorità competenti.

Certo, tragedie di tale portata, che ricadono in primis sugli utenti e sugli operatori dei mezzi pubblici di trasporto, confermano in modo deciso la necessità di coinvolgere tutte le parti in causa nell’analisi e nella valutazione del sistema, per poter distinguere tra fatalità e causalità e per contribuire in modo consapevole e responsabile, per quanto possibile, a evitare che si ripetano”.

E’ quanto dichiara Mauro Mongelli, Segretario Nazionale Vicario FAISA CISAL.

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Mauro Mongelli, Segretario nazionale vicario FAISA-CISAL, analizza la situazione del Trasporto Pubblico Locale. 

Continua, nel Trasporto Pubblico Locale, il dibattito intorno al concreto avvio di un processo di liberalizzazione che dovrebbe contribuire a risolvere, secondo alcuni, le problematiche del Settore, promuovendo processi di concorrenza che andrebbero disciplinati con regole certe.

E’ uno studio dell’ASSTRA, l’Associazione delle aziende di trasporto pubbliche, a tracciare i contorni dello scenario italiano del TPL: la quota prevalente del mercato è rappresentata dalle società̀ partecipate (114 imprese), che da sole assorbono la maggior parte del lavoro (110.000 addetti) e del fatturato (10,4 miliardi/anno). Da fonti autorevoli, risulta peraltro che il Trasporto Pubblico Locale rappresenti per le Regioni la seconda voce di spesa dopo la Sanità. Peccato che, essendo sostanzialmente cristallizzato il cosiddetto Fondo Nazionale Trasporti, cioè la dotazione economica dedicata, risulti complicato organizzare e sviluppare efficacemente le aziende per realizzare la tanto agognata mobilità sostenibile.  E dire che, come sostiene uno studio di FS Italiane-Ambrosetti, trasporti urbani più efficienti consentirebbero risparmi complessivi fino a 12 miliardi di euro all’anno, corrispondenti a quasi un punto in percentuale del Prodotto Interno Lordo. Invece, spiega lo stesso studio, la ripartizione modale dei vettori di trasporto è fortemente sbilanciata verso la mobilità individuale, autovetture e motocicli (610 auto ogni 1.000 abitanti), con il 48,3 % a Milano, il 45 % a Torino, il 65,5 % a Roma e il 78 % a Palermo contro il 41,1 % di Madrid, il 39,2 % di Berlino, il 33,1 % di Londra e il 16,6 % di Parigi.

L’utente e contribuente tende, legittimamente, a confrontare le performance dei modelli europei con quelli italiani. Senonché tale operazione diviene fallace già all’interno del perimetro nazionale, a causa un gap infrastrutturale che impedisce un’offerta uniforme del servizio. Guardando all’estero, la sola città di Berlino sviluppa una rete metropolitana e ferroviaria doppia rispetto alla totalità delle metropolitane italiane, offrendo servizi di TPL a costi decisamente superiori: il biglietto singolo costa 2.80 euro.

Anzitutto, dunque, sul fronte degli investimenti servirebbe un impegno finanziario significativo, finalizzato a una equilibrata integrazione modale, che bilanciasse la connessione tra gomma e ferro e potenziasse il sistema infrastrutturale. In questo senso il Governo ha avviato una serie di interventi mirati a riattivare fattivamente questa filiera industriale, mettendo al centro del dibattito il trasporto quotidiano. In merito alla dotazione delle risorse economiche in conto esercizio, risulta che la legislazione recente, per quanto orientata a incentivare l’utilizzo efficiente e responsabile del Fondo nazionale dedicato, in concreto purtroppo ne cristallizzi sostanzialmente l’ammontare.

Nonostante tutto, studi recenti evidenzierebbero un trend positivo delle imprese italiane in un settore che si mostra fortemente attrattivo e che vede affacciarsi sul mercato esponenti sempre più agguerriti di un sistema concorrenziale giocato soprattutto sul costo del lavoro.  Esemplificativo, in tal senso, il rischio di dumping contrattuale innescato dal processo di liberalizzazione del servizio interregionale “a lunga percorrenza” su gomma. Processo che, ammonisce il Sindacato, dev’essere affrontato e arginato avviando al più presto un tavolo di confronto con le istituzioni competenti.

Fondamentale, in una fase in cui la concorrenza si nutre della contrazione del costo del lavoro e della sicurezza dei lavoratori e degli utenti, consolidare uno standard di protezione dei lavoratori attraverso una corretta interpretazione della “clausola sociale”, che è stata recepita sia dalla contrattazione collettiva nazionale sia dalla recente legislazione, ma che, evidentemente, è necessario irrobustire e rendere effettivamente esigibile.

Non risulta privo di rischi neppure l’innovativo percorso che riguarda l’utilizzo dei costi standard per la definizione delle compensazioni economiche da destinare alle aziende esercenti i servizi di TPL. Si incontrano infatti difficoltà significative nel contemplare le notevoli specificità dei territori e nell’escludere modalità di trasporto quali quella filoviaria, funicolare, marittima e lagunare.

Il ruolo della contrattazione nazionale rimane un mezzo fondamentale per fissare parametri e regole fondamentali, cui dovranno attenersi tutte le parti, senza convenienti interpretazioni o omissive applicazioni. Sul tema del CCNL permane un interrogativo che necessita di una pronta risposta, cioè se orientarsi verso il “Contratto della Mobilità”, come il Sindacato sostiene da tempo, o rimanere nei perimetri già definiti dei due contratti separati, del Trasporto Pubblico Locale e delle Attività Ferroviarie.  Le Rappresentanze Sindacali della Mobilità (Trasporto Pubblico Locale e Attività Ferroviarie), unitariamente, hanno ribadito la necessità di avviare una fase contrattuale comune per garantire stabili livelli di occupazione, per accompagnare i processi di sviluppo del settore, per evitare il dumping contrattuale e per sviluppare un modello più moderno di relazioni sindacali. Sul tema, le parti datoriali (ASSTRA ed ANAV), hanno finora espresso un netto rifiuto all’unificazione contrattuale dei CCNL degli Autoferrotranvieri e delle Attività Ferroviarie, tentando di conservare invece una sorta di autonomia negoziale per le due categorie. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, la cui mediazione è stata invocata dal Sindacato, si è riservato di verificare concretamente le volontà datoriali di proseguire nell’auspicato percorso di unificazione contrattuale. Ci si augura che la stipula del nuovo contratto, che è stato rinnovato l’ultima volta dopo ben 8 anni di blocco e che è scaduto a fine 2017, non comporti tempi d’attesa troppo lunghi.

Si prospetta dunque per il Sindacato una stagione difficile, caratterizzata da tematiche complesse, da interessi economici e sociali contrapposti e soprattutto da un liberismo dirompente, dagli esiti incerti e molto pericolosi. Indispensabile, dato lo scenario, rimarcare che il diritto del lavoro è nato per riequilibrare la diversa forza contrattuale delle parti a tutela non soltanto degli interessi economici delle imprese, ma anche della libertà e della dignità dei lavoratori, elemento essenziale per la riuscita di ogni modello economico.

Mauro Mongelli, Segretario nazionale vicario FAISA-CISAL 

 

 

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Roma, 27 ottobre 2017 – Il Consiglio Nazionale della FAISA-CISAL, organizzato a Rimini il 25 e 26 ottobre scorsi, ha segnato una nuova tappa nel percorso di crescita organizzativa e qualitativa della Federazione Autoferrotranvieri aderente alla CISAL.

La complessità dei temi trattati nella due giorni romagnola ha determinato un approfondimento tecnico-pratico riguardante le attuali problematiche del settore.

La discussione si è concentrata, in particolare, sulla normativa europea e nazionale in materia di affidamento del servizio, sulla problematica delle gare, sul rinnovo del CCNL Mobilità e di quello di Bus - Italia che, come indicato nel piano industriale del gruppo FS, intende accrescere dal 6% al 25% la propria presenza nel Trasporto Pubblico Locale.

Particolare attenzione è andata infine alle proposte di modifica in materia di proclamazione degli scioperi indicate dalla Commissione di Garanzia e al tema concernente la sicurezza a bordo dei mezzi pubblici, sia per quanto riguarda i lavoratori, sia per i cittadini/utenti.

La Segreteria Nazionale FAISA-CISAL                      

 

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Roma, 6 settembre 2017 - "Riteniamo soddisfacente il primo incontro con il Ministero dell'Interno, tenutosi oggi, da noi richiesto per proporre soluzioni contro il fenomeno delle aggressioni a ferrovieri e autoferrotranvieri", così dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl Autoferrotranvieri e Ferrovieri, Fast-Confsal e Orsa Trasporti.

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- FAISA CISAL, la "Clausola Sociale" è legge

Mercoledì, 02 Agosto 2017 00:00

Più tutele per gli Autoferrotranvieri, grazie all'approvazione in via definitiva del Decreto Legge 91/2017, che prevede in particolare la "Clausola Sociale" in caso di trasferimento del personale per subentro di nuova azienda, il reimpiego di personale idoneo per il contrasto all'evasione tariffaria e il ripristino del Regio Decreto 148/1931.

 

Per approfondimenti: Approvazione Camera e Decreto Legge 91/2017 (V. pag. 87 e 89)

 

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- TPL, nuovo CCNL della Mobilità 2018-2020

Venerdì, 28 Luglio 2017 00:00

Le Segreterie nazionali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL, UGL FNA, UGL TAF, ORSA Trasporti e FAST/CONFSAL hanno sottoposto alle Associazioni datoriali, nei tempi previsti, le linee guida propedeutiche all'avvio del tavolo contrattuale della Mobilità. Il progetto si pone l'ambizioso obiettivo di unire e armonizzare il CCNL del Trasporto Pubblico Locale e il CCNL delle Attività Ferroviarie, nell'ottica della semplificazione contrattuale e nel massimo rispetto delle due categorie.

Linee Guida di Piattaforma per il Rinnovo del Contratto della Mobilità 2018/2020
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La FAISA CISAL e le altre organizzazioni sindacali firmatarie del Contratto Nazionale degli Autoferrotranvieri registrano con soddisfazione il ripristino del regio decreto N. 148 del 1931 e l'introduzione della "Clausola Sociale" nel decreto legge 91/2017 e si impegnano a vigilare sul percorso che porterà il provvedimento, già approvato all'Aula del Senato, al vaglio della Camera dei Deputati. 

Per approfondimenti: Mercoledì 26 luglio 2017 - 866a seduta pubblica 
Comunicato di seduta e Resoconto stenografico (V. pag. 16,17, 70, 71,72) 

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Le Segreterie Nazionali FAISA-CISAL e UGLFNA chiedono che il Ministero dell'Interno intervenga per garantire sicurezza ai dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale.  

 

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