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Federagenti CISAL boccia il bilancio preventivo di Enasarco e chiede garanzie per le pensioni degli iscritti. Oggi l'approfondimento al Forum Agenti Milano, la più grande fiera al mondo per gli agenti di commercio

 

Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2017 - Il Segretario Cavallaro spiega le radici e il futuro della Confederazione

Lo scorso 24 ottobre, la CISAL raccolta a Rimini per il Consiglio nazionale ha celebrato il sessantesimo compleanno. Affrontiamo con il Segretario Generale Francesco Cavallaro le motivazioni alla base di una scelta di libertà e indipendenza, a difesa dell’interesse esclusivo dei lavoratori, che rivela una propria ragion d’essere sempre più attuale: quella dell’autonomia del sindacato dalla politica. 

D. Segretario, che cos’ha portato nel 1957 alla costituzione di un sindacato autonomo?

R. La CISAL è nata in risposta all’esigenza di sostenere l’unità del mondo del lavoro a prescindere dalle scelte politiche del singolo lavoratore. Se gli anni del dopoguerra furono cruciali per il popolo italiano e per il mondo del lavoro, lo furono altrettanto per l’attività sindacale. I lavoratori che ritennero corretto separare il proprio orientamento politico dall’ambito lavorativo, diedero vita a libere associazioni secondo la propria categoria di appartenenza: parastato, poste, ministeri, banche, aziende partecipate, metalmeccaniche, elettriche, chimiche, trasporti  urbani, ferroviari e marittimi, Comuni e Province -. Tali associazioni negli anni Cinquanta ritennero necessario raccordarsi all’interno delle categorie di appartenenza associandosi fra loro in Federazioni. Nacquero così la Fialp nel Parastato, la Fiadel negli Enti Locali, la Failp nel settore Poste, la Federmar nei Trasporti marittimi, la Faisa in quelli urbani, per citarne solo alcune. I sindacati autonomi e le rispettive federazioni avvertirono l’esigenza organizzativa di strutturarsi in Confederazione e diedero vita alla CISAL, di cui mi onoro, a sessant’anni di distanza, di essere il Segretario Generale.

D. Ha ancora senso, oggi, per un lavoratore, rivolgersi a un sindacato autonomo?

 

R. Con la moltiplicazione dei partiti e delle correnti politiche l’autonomia sindacale acquisisce un valore sempre più elevato. La frammentazione e l’incoerenza della politica evidenziano i limiti delle organizzazioni sindacali non autonome, emanazione dei partiti. Una parte crescente di lavoratori oggi non si sente più rappresentata dai sindacati di matrice politica, come sempre più cittadini rifiutano di riconoscersi nei partiti tradizionali. Inoltre, per il lavoratore aderire a un sindacato autonomo garantisce la priorità di interessi collettivi comuni rispetto alle diverse logiche politiche, e gli evita di essere utilizzato come “massa di manovra” per fini elettorali. Solo un sindacato autonomo può garantire libertà di pensiero e azione nel solo interesse dei lavoratori.

D. Ma la libertà spesso si paga cara.

R. Così è stato ed è tuttora, ma ne è sempre valsa la pena. Inizialmente, la CISAL ottenne un riconoscimento concretizzatosi con la partecipazione a Conferenze di carattere nazionale indette dai Governi dell’epoca su temi riguardanti Agricoltura, Programmazione e Mezzogiorno, e ai primi incontri triangolari Governo/Sindacati/Imprenditori su temi di politica sociale ed economica. Poi, in coincidenza con la cosiddetta “apertura a sinistra” ed ancor prima con la legge istitutiva del CNEL, venne bruscamente interrotta la prassi delle convocazioni ufficiali ed iniziata quella delle convocazioni separate, volutamente tardive e solo a seguito di faticosissime insistenze. Da allora, i Governi che si sono succeduti certo non si può dire abbiano avuto un occhio di riguardo per i sindacati autonomi. Ma non ci siamo mai arresi, anzi, abbiamo tratto nuovo vigore e nuova motivazione da ogni battaglia.

D. E comunque un premio è arrivato. Oggi festeggiate il sessantesimo compleanno con la soddisfazione di essere riconosciuti tra le organizzazioni maggiormente rappresentative e di essere membri del CNEL.

R. In effetti, sebbene sul fronte di rappresentanza e rappresentatività molto ancora debba essere fatto in direzione della effettiva democrazia sindacale disegnata dal legislatore costituente, la CISAL ha recentemente ottenuto quanto, a livello politico e istituzionale, rappresenta la conferma indiretta dell’impegno e della crescita della Confederazione. Mi riferisco proprio all’inserimento nel novero delle Confederazioni rappresentative presenti nel CNEL, organo di rilevanza costituzionale, di consulenza delle Camere e del Governo ed avente anche titolo ad iniziative legislative in materie economico/sociali. In data 29 agosto 2017, infatti, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha designato la CISAL, nella mia persona, tra i membri del citato organo. E’ una scelta frutto di un attento processo di valutazione del grado di rappresentatività di tutte le organizzazioni sindacali, che assume un momento particolarmente significativo nel percorso di crescita che la nostra organizzazione ha concretamente intrapreso da tempo.

D. In che direzione deve evolversi il sindacato moderno, in una società oggetto di profonde trasformazioni?

R. Il lavoratore opera in una società che cambia, oggi certo più velocemente che in passato. L’organizzazione del lavoro è già cambiata e cambierà ancora di più nei prossimi anni. Cambieranno la qualità del lavoro, con una miriade di problemi in termini di formazione e di riconversione professionale, e la sua quantità, in termini di articolazione degli orari e di gestione del tempo. Cambieranno le sedi di lavoro, le fabbriche, gli uffici per effetto della rapida circolazione delle informazioni e della potenziale capacità tecnologica di utilizzarle dal proprio domicilio. Cambierà ancora il tradizionale rapporto tra industria, agricoltura, servizi e terziario con una pubblica amministrazione che deve finalmente tenere il passo. Non potranno non cambiare la scuola, la famiglia, il tempo libero e quindi l’uomo, la sua cultura, i suoi bisogni, la sua mentalità, il suo stesso modo di essere. Non potrà non cambiare, quindi, anche e soprattutto il sindacato. Con un atto di umiltà il sindacato, tutto il sindacato, dovrebbe recuperare il terreno perduto per essere finalmente in grado di rappresentare vecchi e nuovi bisogni e di offrirsi ai lavoratori come sindacato senza aggettivi.

D. Il prossimo confronto tra parti sociali e Governo avverrà sul piano dalla Legge di Bilancio. Le sembra soddisfi, almeno in parte, le esigenze di cambiamento poc’anzi richiamate?

R. Da più parti, compresi autorevoli organismi internazionali, si commentano favorevolmente i dati di Bilancio, ma si sottolinea la necessità di abbattere il debito pubblico, praticamente fermo ad oltre il 133% del PIL.  Sosteniamo da anni che il Paese rischia la propria credibilità dal momento che a fronte di un debito così alto continui di fatto a tollerare un’evasione fiscale di proporzioni gigantesche. Di qui la nostra proposta di una riforma fiscale coraggiosa ed organica che, introducendo strutturalmente nel sistema il cosiddetto contrasto di interessi, affidi al cittadino il controllo di legalità premiandolo con la detrazione in tutto o in parte delle spese sostenute. Per il resto, la legge di Bilancio, pur contenendo alcune iniziative condivisibili (decontribuzione del 50% triennale per assunzione giovani e poco altro di incisivo, in verità), delude per il misero aumento (meno di 30 euro netti medi dopo 10 anni di blocco) per il rinnovo dei contratti pubblici, così come per le mancate risposte sulla previdenza, in particolare sul perverso meccanismo dell’aumento dell’età di pensionamento collegato, senza alcuna differenza per il tipo di lavoro svolto, alla cosiddetta speranza di vita.

D. Le linee guida più importanti della vostra azione sindacale, per il presente e il futuro?

 

R. Il nostro Pantheon è rappresentato dalle idee di libertà, indipendenza e autonomia che siamo riusciti a salvaguardare tra mille ostacoli e che continuano a costituire il punto di forza della nostra organizzazione. Siamo un sindacato moderno, rappresentativo degli interessi collettivi dei lavoratori, affrancato da ogni condizionamento ideologico, che non rifugge dal dire la verità ai lavoratori e cioè che i meccanismi che regolano gli attuali rapporti lavoro/imprese sono ancora squilibrati. Un sindacato sinceramente convinto che il problema dei problemi non è lo scontro ideologico su questa o quella vertenza, ma è invece la conquista del ruolo paritario del capitale lavoro rispetto al capitale economico. E questa sarà l’anima delle nostre battaglie future. 


Il prossimo 19 ottobre scade il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al primo corso di Alta Formazione in Europrogettazione organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria in collaborazione con la CISAL. 

 

Roma, 4 dicembre 2015 - È stata approvata ieri all'unanimità la mozione conclusiva del Consiglio nazionale FAISA-CISAL, con cui la Federazione ha deliberato lo scioglimento della riserva sul rinnovo del Contratto Nazionale Autoferrotranvieri sottoscritto il 28 novembre scorso, unitamente a FILT CIGL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL Trasporti.

La decisione del Consiglio - riunitosi a Fiuggi in una due giorni di lavori allargata ai Segretari Regionali e Provinciali dell'Organizzazione - è giunta al termine di un animato confronto scaturito dalla Relazione introduttiva con cui la Segreteria nazionale ha descritto con doveroso realismo, ma valorizzando gli avanzamenti registrati nel corso della negoziazione rispetto alle prime proposte datoriali, l’ipotesi di rinnovo.

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