Mongelli, Faisa - Cisal: "Più soldi sul trasporto pubblico".

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Trasporto pubblico e Mobilità, Mongelli (Faisa Cisal): le sfide per il futuro

 

D: Quali sono i problemi del pubblico trasporto oggi?

R: La qualità dell’aria, oggi, è più che mai un’emergenza e obbliga a perseguire misure stringenti per la riduzione dei gas serra. E’ necessario che il target relativo alla mobilità sostenibile registri un aumento sostanziale. Tutte le indagini e gli studi relativi alla mobilità in Italia - che pongono a confronto periodi diversi e fanno una media tra le città metropolitane - sintetizzano che l’indicatore del tasso di mobilità è basso. Ciò conferma il perdurare dell’uso dei mezzi privati anziché quelli pubblici. Il trasporto pubblico locale rimane un pilastro fondamentale, soprattutto in un momento di profonda trasformazione che sta modificando le modalità di spostamento delle persone. Dalle stesse ricerche emerge, infatti, la disponibilità da parte dei cittadini ad utilizzare di più i mezzi di trasporto pubblici, disponibilità però vanificata dalla molteplicità di problemi che investono tutto il settore.

D: Quanta attenzione c’è verso il settore del TPL?

R: Il pubblico trasporto da molti viene definito come una vera e propria industria, è essenziale al pari di acqua, luce e gas e pertanto avrebbe bisogno di essere sostenuto con ingenti risorse stabilizzate ed investimenti. Occorre un quadro di regole certe, vista la disorganicità dell'avvicendamento delle norme, per poterne consolidare il funzionamento. Questo settore è primario per i cittadini, anche per i benefici che porta a loro e all’ambiente ma, al contempo, è condizionato da un insufficiente sostegno economico, inoltre è fortemente diversificato da nord a sud in termini infrastrutturali.

D: Il Governo sostiene le politiche ambientali attraverso il Green New Deal. Cosa ne pensa?

R: Oltre alle dichiarazioni di intenti ed ai proclami è necessario porre in essere azioni concrete. Si tratta di mettere in campo risorse, il Green New Deal deve necessariamente prevedere regole e adeguati investimenti affinché queste politiche ambientali diventino l’occasione di rilancio del Paese. Non bisogna dimenticare che in Italia vi è una forte arretratezza infrastrutturale (in modo particolare al sud) tale da non garantire neanche i livelli minimi di trasporto, non assicurando così ai cittadini il diritto alla mobilità, né la salvaguardia ambientale.

D: Come influisce il taglio delle risorse sulle condizioni degli addetti ai lavori?

R: Il taglio delle risorse peggiora indubbiamente le condizioni dei lavoratori. C’è bisogno di investire nel settore con interventi economici dedicati all’acquisto di nuove vetture a basso impatto ambientale, ampliando il parco mezzi a disposizione dei cittadini con l’ovvia conseguenza di salvaguardare i livelli occupazionali del settore. Non è il momento di tagliare, è il momento di investire.

D: Parliamo di CCNL. Da quanto è scaduto il vostro contratto ed a che punto è lo stato di avanzamento del rinnovo?

R: Il Contratto del TPL, al pari di quello delle attività ferroviarie, è scaduto già dal 2017. Qualche giorno fa a Milano si è avviata una trattativa che si annuncia, già nella sua fase iniziale, molto complicata. Le parti datoriali devono tener presente che il Contratto Nazionale è e deve rimanere lo strumento regolatorio del lavoro e del reddito, per difenderlo e non per ridurlo. Pertanto occorre prevedere aumenti retributivi adeguati al costo della vita, combattere la precarietà. Un contratto nazionale, insomma, deve garantire livelli occupazionali, salariali e normativi stabili. Rivendichiamo, inoltre, l’importanza delle specificità territoriali da concordare nella contrattazione aziendale di secondo livello, inclusa la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Mauro Mongelli – Segretario Generale Faisa Cisa

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FAISA CISAL - Sicurezza e Trasporto pubblico locale

Il tema della sicurezza del servizio è da tempo, almeno per noi, argomento di grande attualità, infatti già nel settembre del 2017, su nostra richiesta, si era svolto un incontro con il Ministero dell’Interno finalizzato a proporre soluzioni contro il fenomeno delle aggressioni a tutti gli operatori front line del trasporto pubblico locale e ferroviario; nel corso della stessa riunione, restammo alquanto stupiti nel ricevere l’informazione, da parte dei rappresentanti ministeriali, che i dati riguardanti le violenze e le aggressioni subite ai danni dei lavoratori del settore erano riferibili esclusivamente all’area riguardante le Ferrovie dello Stato, poiché desumibili dai dati relativi alla convenzione in essere tra Polizia Ferroviaria e Trenitalia, mentre per quanto riguarda gli ambiti urbani ed extraurbani non si avevano dati disponibili. Tale situazione crediamo sia già di per sé un evidente indicatore della sottovalutazione rispetto al fenomeno trattato; in quella sede chiedemmo l’istituzione di un Osservatorio sulla Sicurezza della Mobilità, che coinvolgesse, oltre al Ministero degli Interni, anche il Ministero dei Trasporti e le Associazioni Datoriali che rappresentano le aziende.

Forse oggi qualcosa sta cambiando positivamente, infatti nello scorso mese di ottobre le parti sociali sono state udite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in tema di “security” sui mezzi del trasporto pubblico locale e nei giorni seguenti anche la Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, ha promosso un incontro con le OO.SS. firmatarie dei CCNL del TPL e delle Attività Ferroviarie e lo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per promuovere un tavolo finalizzato all’individuazione e l’adozione di misure utili a rimuovere le cause di insorgenza del conflitto.

Gli incontri che si sono svolti ci hanno consentito di ribadire che le frequenti e ripetute aggressioni al personale delle aziende del Trasporto Pubblico Locale e Ferroviario hanno ormai raggiunto livelli di intollerabilità e, sebbene non vi fosse la presenza del Ministero degli Interni, sono state dettagliate le evoluzioni del tema, dalla indubbia complessità e dalla palese gravità sociale.

La Faisa-Cisal ritiene necessario adottare, all’interno dei mezzi che quotidianamente circolano sul territorio nazionale specifici interventi, quali: protezioni antisfondamento che consentano una netta separazione del posto guida dal vano passeggeri, l’installazione di apparati di video-sorveglianza interna unite ad un dispositivo di allarme collegato direttamente ai centri di controllo.

Crediamo sia altrettanto importante promuovere un’idonea formazione del personale front line alla gestione del conflitto, individuare le linee ed i treni che risultano maggiormente critici, sui quali effettuare una più intensa attività di controllo da parte delle forze dell’ordine, utilizzando l’ausilio degli stessi agenti anche durante la normale attività di controllo dei titoli di viaggio. Altrettanto doverosa dovrebbe essere la tutela legale del personale da parte aziendale, nonché la costituzione di parte civile delle stesse nei confronti degli aggressori; altro intervento auspicabile potrebbe essere il Daspo urbano, cioè il divieto di utilizzare i mezzi pubblici nei confronti degli aggressori, nonché l’estensione dello status di pubblico ufficiale a tutto il personale dipendente da aziende svolgenti un pubblico servizio.

Riteniamo necessaria la costituzione di un tavolo permanente che coinvolga i Ministeri competenti, i rappresentanti delle aziende ed i rappresentati dei lavoratori, finalizzata all’effettiva messa in campo di azioni idonee a contrastare un così vasto e grave fenomeno sociale.

La palesata volontà istituzionale di incentivare la mobilità “green” passa certamente per l’attrattività del trasporto collettivo, considerando che la reale predisposizione del cittadino ad utilizzare i mezzi pubblici è certamente condizionata dalla quantità di servizio offerto, dalla qualità ed accessibilità dello stesso ma anche dalla percezione di sicurezza che l’utente ha nella fruizione di quel servizio.

Non può trascurarsi, tuttavia, che il settore del trasporto pubblico locale soffra di una copertura economica e finanziaria insufficientemente, già sul versante dell’esercizio e degli investimenti in infrastrutture e materiale rotabile, evidentemente la dotazione finanziaria dedicata allo stesso dovrebbe essere implementata a livelli idonei a consentire di porre in essere azioni che permettano un deciso ed immediato miglioramento dei livelli di sicurezza, sia per i lavoratori che per la cittadinanza. La sicurezza deve essere intesa come un valore per la società, da preservare e garantire, e non come un semplice costo possibilmente da ridurre.

Edgardo Fano – Segretario Nazionale Vicario Faisa Cisal

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Il 25 novembre si è celebrata la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ufficializzata dall’ assemblea generale dell’ONU.

Alla base della sua istituzione vi è l’assunto che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani ed in quanto tale influisce negativamente nell’ottenimento di obiettivi invece fondamentali per la crescita di tutto il nostro Paese.

La Faisa Cisal, attraverso i Comitati Pari Opportunità, raccoglie dati, formula proposte ed esprime pareri sui temi della formazione, dell’informazione e su tutti quegli aspetti relativi all’organizzazione del lavoro che incidono sulla conciliabilità del tempo speso nell’impegno professionale e di quello dedicato al lavoro di cura (accudire figli o altri familiari, etc) e, conseguentemente, sulle pari opportunità di carriera.

E’ di fondamentale importanza promuovere ed incentivare la cultura del rispetto aumentando la consapevolezza di tutte le parti attoriali: datori di lavoro, lavoratrici e lavoratori al fine di eliminare ogni tipo di discriminazione

FAISA CISAL

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