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Un patto con lo Stato per il fisco. Collaborazione e nuove tecnologie per ridurre l'evasione

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“Scaricare tutto, scaricare tutti”. E’ lo slogan con cui Matteo Renzi, candidato premier e Segretario del PD, ha connotato, in una recente intervista, la politica fiscale del proprio partito in vista delle prossime elezioni. Uno slogan che prevede l’avvio e l’implementazione del “contrasto d’interessi”, corredato da una tregua fiscale di tre anni per i piccoli imprenditori e facilitato, per l’attuazione concreta, dall’implementazione della dichiarazione dei redditi precompilata e della fattura elettronica.  

D.: Segretario, il “contrasto d’interessi” da anni costituisce uno dei punti cardine della riforma fiscale invocata dalla CISAL. La sua Confederazione lo sosteneva già nel lontano 2011, seduta al tavolo sull’economia sommersa istituito dal Ministro Tremonti, e lo vedeva nel 2014 oggetto dell’attenzione del Ministero dell’economia e delle Finanze, cui l’aveva proposto come mezzo per contrastare l’evasione nell’ambito di una riforma fiscale organica e radicale. Cos’ha pensato a sentirlo inserire tra le proposte fiscali del Segretario del PD?

R.: Sapere che il tema del “contrasto d’interessi” sarà inserito nel programma del PD, al netto delle legittime riserve sulle promesse pre elettorali, non può che essere di conforto per chi, come la CISAL, ritiene da sempre che un Paese gravato da un debito pubblico enorme e di fatto “ingessato”, non possa permettersi di tollerare oltre un’evasione fiscale annua che sfiora i 130 miliardi. In proposito appare superfluo ricordare come una tale inconcepibile tolleranza rappresenti obiettivamente la causa principale da un lato della insopportabile pressione fiscale, dall’altro delle crescenti diseguaglianze, delle disastrose conseguenze della disoccupazione, della mancanza di investimenti, del crescente numero di famiglie a rischio povertà, della precarietà sociale patita dai più giovani e dell’inefficacia dei timidi tentativi di rilancio e di crescita economico/sociale del Paese, risultati alla prova dei fatti oltre che insufficienti e parziali, mai completamente attuati.

D.: Eppure quanto recentemente dichiarato da Matteo Renzi, per motivi probabilmente estranei al merito del problema, è stato banalizzato eccependo con ironia l’impraticabilità del suggerimento.

R.: Noi siamo convinti del contrario. La nostra proposta parte dalla constatazione che oggi chiunque effettui una spesa subisce in realtà una doppia tassazione. Infatti, la quota di reddito impiegata appunto per una spesa, oltre all’imposizione indiretta applicata all’atto del pagamento (IVA), ha già subito - nei numerosissimi casi di ritenuta alla fonte - o comunque subirà all’atto della dichiarazione dei redditi un’ulteriore tassazione derivante dall’imposizione diretta (IRPEF). Chi consuma, in definitiva, paga, due volte.

D.: Ne consegue che effettuare una spesa o ricevere una prestazione in nero si traduce nel doppio guadagno a vantaggio dell’evasore, ma anche in un risparmio per il contribuente. Il sistema più efficace per contrastare alla radice tale fenomeno deve quindi far leva sull’interesse del contribuente, o meglio sul suo contro interesse ad ogni prestazione/spesa irregolare.

R.: Esatto. Da qui deriva il sistema proposto dalla CISAL, che prevede una sorta di premio per il contribuente che si comporta con correttezza, in termini di deduzione/detrazione totale o parziale delle spese effettuate, con applicazione di imposta sul solo reddito residuo. Evidente il contribuente si porrebbe di fronte al potenziale evasore in una forte posizione di contro interesse, in quanto non realizzerebbe alcun vantaggio (potrebbe addirittura esserne penalizzato) dall’effettuare un acquisto o ricevere una prestazione “irregolare”.

D.: Ciononostante, ad oggi, si continuano a ipotizzare rimedi di contrasto all’evasione di tipo sostanzialmente tradizionale.

R.: La loro efficacia resta tutta da dimostrare, come si evince dagli stessi dati annuali di Bilancio, che nella migliore delle ipotesi registrano accertamenti (peraltro da recuperare) che oscillano tra lo 0,40 e lo 0,50% del Pil. Ebbene, con la “carta del contribuente” dotata di un chip inalterabile - una sorta di legal badge sulla quale registrare obbligatoriamente tutte le spese nel momento stesso in cui sono effettuate, ovviamente tramite POS obbligatori per il venditore/erogatore di servizi -si evidenzierebbe l’importo complessivo annuo da utilizzare per le previste deduzioni in sede di dichiarazione dei redditi. Ovvie le analogie positive con la fatturazione elettronica obbligatoria anche per le transazioni tra privati e con ogni altro strumento utile allo scopo. Così come ovvio che vadano studiati, approfonditi e affinati tempi e mezzi, utilizzando e valorizzando le enormi potenzialità tecnologiche esistenti.

D.: In merito alle modalità di attuazione del contrasto di interessi, cosa pensa della “tregua fiscale” prevista per tre anni a favore di imprenditori, artigiani e commercianti?

R.: Circa la proposta di aiutare partite IVA e ditte individuali a entrare nel circuito virtuoso descritto, ci permettiamo di suggerire un adeguamento graduale dell’imposta dovuta dal fornitore sulla parte di nero emerso. E comunque, il termine “tregua”, che, come giustamente rilevato, presuppone una guerra da qualche parte, in particolare tra Stato e cittadino contribuente, è fuorviante.  Suona minaccioso.

D.: La CISAL, anziché di tregua, ha sempre parlato di “patto” tra lo Stato e i cittadini.  

R.: E l’approccio, in questo caso, è fondamentale per il successo dell’iniziativa. E’ fondamentale, a nostro parere, che i tecnicismi legati alla realizzazione del “conflitto d’interessi” vengano presentati come lo strumento con cui realizzare una sorta di “collaborazione d’interessi” tra Stato e contribuente. Si tratta dell’altra faccia della medaglia. Se concepito come il frutto di un “patto di conciliazione”, o riconciliazione, tra Stato e cittadino, nel nuovo sistema fiscale il “contrasto d’interessi” si trasforma automaticamente e solennemente in uno strumento di “collaborazione di interessi”. Io, Stato, mi rivolgo a te, Cittadino, conferendoti ruolo e responsabilità di primario garante della legalità fiscale del Paese, consentendoti in cambio, la deducibilità, in tutto o in parte, delle spese sostenute.

D.: Un Patto di importanza non secondaria per la valorizzazione del ruolo e quindi della partecipazione attiva del cittadino a scelte di legalità e di civile convivenza.

R.: Questo, nella convinzione che sia doveroso cogliere ogni opportunità per innescare quell’inversione di rotta che ci porti al più presto fuori dalla crisi e che ci consenta di fare crescere il Paese. E la CISAL è disponibile a ogni forma di collaborazione e di confronto tra Governo e parti sociali che possa contribuire ad affrancare il cittadino dall’odiosa e ricorrente tentazione di trarre profitto, a spese degli altri contribuenti, dalla violazione delle norme in materia fiscale. 


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