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Rapporto Svimez, Cavallaro: pochi gli indicatori incoraggianti, contro povertà e disoccupazione al Sud servono investimenti su Formazione e Infrastrutture

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Lavoro scarso e poco qualificato, povertà da record e fuga di cervelli. Le problematiche del Mezzogiorno fotografate dal rapporto Svimez, al di là dei pochi dati positivi, rappresentano diseguaglianze sociali sempre più difficili da sanare

Roma, 17 novembre 2017 – “Il rapporto Svimez presentato in questi giorni testimonia non tanto la possibilità che il Sud possa agganciare la presunta ripresa economica del Paese, ma piuttosto il divario tra le auspicate prospettive di crescita e gli indicatori socio culturali di segno opposto”. E’ quanto sostiene Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL, in merito all’edizione 2017 del Rapporto annuale sull’economia del Mezzogiorno.  

“I dati negativi rendono poco credibili le previsioni ottimistiche che si vorrebbero trarre da pochi elementi solo all’apparenza confortanti. La piaga della povertà mette in ginocchio un’area che vede a rischio una persona su tre, mentre l’indigenza già colpisce il 34,1% della popolazione e in alcune regioni ne sfiora il 40%. Situazione ancora più grave in prospettiva, considerato che, per il “circolo vizioso di immobilità sociale”, solo il 10% di chi proviene da una famiglia disagiata raggiunge la laurea. Se a ciò si aggiunge che negli ultimi 15 anni il Sud ha perso 200mila laureati, diventa arduo immaginare per il futuro uno sviluppo quantitativo e qualitativo dell’occupazione. Il Rapporto Svimez conferma infatti che aumenta il lavoro, ma con basse retribuzioni, e che cresce il part time volontario, pur restando il tasso di occupazione nel Mezzogiorno il più basso d’Europa, inferiore del 35% alla media europea”.

“Paradossale, in questo scenario, conclude il Segretario, il brusco calo degli investimenti pubblici proprio nelle regioni più bisognose di risorse. E’ impensabile risollevare le sorti del Mezzogiorno d’Italia senza investimenti efficaci, in primis sul fronte della Formazione e delle Infrastrutture strategiche connesse ai Trasporti e al Turismo, una delle risorse principali di sviluppo economico del nostro Mezzogiorno.  Salvo il rischio di scoprirsi, davanti alla prossima edizione del Rapporto Svimez, protagonisti di una drammatica trasposizione nostrana di Aspettando Godot”. 


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