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Occupazione, Cavallaro: la precarietà contraddice la crescita

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La precarietà del lavoro e la rigidità dell’accesso al credito raffreddano gli entusiasmi per un PIL in crescita. Necessari nella prossima Legge di Stabilità investimenti mirati che rendano più competitivi uomini e aziende.

Roma, 28 settembre 2017 – “L’aumento degli occupati non riguarda i giovani, categoria per cui il tasso di disoccupazione continua a crescere, ma interessa gli over 50 ed è frutto prevalentemente di contratti a tempo determinato. Ebbene, è del tutto anomalo che alla pur lieve crescita del PIL non corrisponda un aumento dell’occupazione adeguato in termini di stabilità, quantità, qualità”. E’ quanto afferma Francesco Cavallaro, Segretario Generale della CISAL, di fronte ai timidi segnali di ripresa dell’economia recentemente registrati dall’Istat.

“La precarietà del mondo del lavoro, aggiunge Cavallaro, è resa ancora più grave dalla perdurante rigidità dell’accesso al credito. Mutui e prestiti restano un miraggio se non si offre la garanzia di un contratto a tempo determinato. Alla flessibilità dell’occupazione si somma così la rigidità di un sistema tutt’altro che incoraggiante, soprattutto per i più giovani”.

 

“Per la soluzione del problema, conclude il Segretario, sarebbero determinanti da una parte investimenti significativi sul fronte della formazione e della specializzazione delle risorse umane, dall’altra incentivi mirati che consentano alle imprese di porsi sul mercato in modo sempre più competitivo. Quanto speriamo sia contenuto nella prossima Legge di Stabilità”.   


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