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Emendamenti CISAL sulla Riforma della Pubblica Amministrazione

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Nel corso dell’incontro svoltosi lo scorso lunedì 15 maggio con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, la CISAL ha esposto le proprie  considerazioni rispetto agli schemi di decreto legislativo di riforme rispettivamente del d.lgs. 165/01 (atto del Governo n. 393) e del d.lgs. 150/09 (atto del Governo n. 391). 

La CISAL ha sottolineato l’estremo ritardo nell’esercizio della delega prevista dalla legge 124/2015, ritardo che ha inciso e continua a incidere sull’avvio del rinnovo dei contratti e ciò in spregio di quanto statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2015, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che imponevano il “blocco della contrattazione” nel Pubblico Impiego.

La CISAL ha evidenziato, inoltre, lo scarso confronto dialettico con le OO.SS., che di fatto ha comportato, ancora una volta, l’impossibilità di addivenire a un testo condiviso, che potesse superare la rilegificazione operata dalla riforma Brunetta.

La CISAL, nel merito, oltre a richiamare le proposte emendative già presentate alle commissioni parlamentari e al Ministro, ha ribadito in particolare il necessario ripristino della centralità della contrattazione e del contratto, quale fonte regolatrice primaria del rapporto di lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni, da attuarsi in primis attraverso la modifica degli articoli 2, 5, 6, 9, e 40 del decreto legislativo 165/01, da riportare, seppur con alcuni accomodamenti, alle formulazioni previgenti alla legge 15 e al d.lgs. 150 del 2009.

La CISAL ha stigmatizzato, inoltre, l’apparato sanzionatorio e le norme sul procedimento disciplinare, soffermandosi in particolare sulla necessità di reintrodurre termini perentori per l’esercizio e la conclusione dell’azione disciplinare, a tutela del diritto alla difesa del pubblico dipendente.

Sempre in tema di sanzioni disciplinari, si è sottolineata poi l’assoluta inconferenza della previsione contenuta nell’art. 55 quater (comma 1 lettera f -quinquies) che introduce il licenziamento per  insufficiente rendimento, dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, rilevato dalla reiterata valutazione negativa della performance del dipendente nell’arco dell’ultimo triennio, ai sensi del decreto legislativo n. 150 del 2009.

In tal senso si è stigmatizzata la pericolosissima confusione che la norma opera sul concetto di performance, la cui valutazione è collegata all’erogazione del salario accessorio e nulla può rilevare ai fini della valutazione del rendimento legato agli obblighi concernenti la prestazione lavorativa.

In conclusione la CISAL ha censurato la previsione contenuta nel secondo comma dell’art. 23 dello schema di decreto atto del Governo n. 393, che introduce dal 2017 il blocco del salario accessorio all’importo determinato per l’anno 2016, in aperto contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale di luglio 2015, chiedendone l’espunzione. Coerentemente si è chiesta anche l’abrogazione dell’articolo 1, comma 236, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, che prevedeva analogo blocco all’importo determinato per l’anno 2015.

 

Per approfondimenti, Emendamenti CISAL su schema decreto definitivo

 

Il Segretario Confederale

Davide Velardi

 

 

 


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