Notizie dal mondo

Esuberi Carlson Wagonlit, per la CISAL urgente conoscere il piano di riorganizzazione

  • dimensione font riduci dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font aumenta la dimensione del font
  • Stampa
  • Email
  • Ottieni il PDF dalla pagina webPDF

La CISAL e CISAL Terziario sollecitano l’Azienda a un confronto sul merito del processo organizzativo per trovare soluzioni condivise a tutela dell’occupazione e della professionalità italiana. Anche il Governo si impegni affinché la aziende che ottengono commesse italiane non utilizzino lavoratori in siti esteri

Roma, 6 marzo 2017 -  Non accennano a diminuire le preoccupazioni della CISAL per il futuro dei dipendenti della Carlson Wagonlit Travel, multinazionale leader nella gestione di viaggi d’affari, meeting ed eventi, che in Italia conta circa 750 dipendenti. 

Impegnata al terzo tavolo di confronto con l’Azienda, la CISAL ha ribadito la necessità di essere resa al più presto partecipe delle scelte legate all’annunciato piano di riorganizzazione della CWT. La multinazionale, che lo scorso luglio aveva dichiarato dai 30 ai 50 potenziali esuberi nel comparto Travel Services in Italia, non ha ancora reso noti i dettagli della riorganizzazione che si dovrebbe avviare entro il 2017 e, pur dichiarandosi aperta a soluzioni condivise con il sindacato che contribuiscano a evitare procedure di licenziamento collettivo, non ha offerto elementi concreti su cui costruire un percorso che scongiuri ristrutturazioni di personale.

Convinta che sia possibile trovare soluzioni mirate e soddisfacenti per entrambe le parti mantenendo gli attuali livelli di occupazione, la CISAL vuole contribuire alla definizione delle modalità di attuazione a livello italiano del piano di riorganizzazione globale.

Gli elevati livelli di professionalità dei lavoratori italiani della Carlson Wagonlit Travel garantiscono alle aziende clienti un servizio di altissima qualità, che non è pensabile possa essere mantenuto con la delocalizzazione. Non a caso, come dimostra il fenomeno della rilocalizzazione, un numero crescente di aziende, dopo aver affidato fasi dei propri processi produttivi a fornitori stranieri, a causa dell’inferiorità delle maestranze e del progressivo aumento del costo del lavoro sui mercati esteri, torna sui propri passi. Per evitare che la diminuzione degli standard del servizio fornito inneschi una reazione a catena con ricadute pesanti sul lavoro, nelle sedi opportune la CISAL impegnerà anche il Governo affinché la aziende che ottengono commesse italiane non utilizzino lavoratori in siti esteri.

Il tempo stringe e alla Confederazione le rassicurazioni verbali di CWT non bastano più. Se un percorso congiunto dev’essere intrapreso, deve cominciare quanto prima, per evitare di trovarsi nei prossimi mesi davanti a una decisione già assunta, non condivisa con i lavoratori. È necessario che Carlson Wagonlit Travel dimostri con i fatti la decantata autonomia della gestione italiana in merito alle modalità con cui adempiere alle direttive corporate che impongono il taglio dei costi. Non conforta lo storico di progetti di delocalizzazione di comparti dell’Azienda portati avanti senza alcun confronto con i dipendenti.  

Il prossimo incontro, previsto tra circa un mese, non potrà più prescindere da informazioni utili a valutare come garantire la sopravvivenza di tutte le sedi italiane della CWT, valorizzando le professionalità coinvolte e mantenendo immutati i livelli occupazionali.

 

Pietro Venneri, Segretario Confederale CISAL

Vincenzo Caratelli, Segretario Generale CISAL Terziario


Cerca